Pollicina e Cornelius che si abbracciano

Pollicina è un film d’animazione statunitense del 1994 diretto da Gary Goldman e Don Bluth, famosi per aver diretto insieme film come Charlie – Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go to Heaven, 1989), Eddy e la banda del sole luminoso (Rock-a-Doodle, 1991), Anastasia (Id., 1997). Inoltre Don Bluth – con Goldman nelle vesti di animatore e/o scrittore e/o produttore – è stato regista di lungometraggi che fanno parte della storia dell’animazione come Brisby e il segreto di Nimh (The Secret of NIMH, 1982), Fievel sbarca in America (An American Tail, 1986), Alla ricerca della Valle Incantata (The Land Before Time, 1988).

Tutte queste opere sono state create dallo studio d’animazione Sullivan Bluth Studios (http://www.donbluthanimation.com/) – o Don Bluth Ireland Ltd. – creato nel 1979 da Bluth, Goldam, John Pomeroy e altri animatori che uscirono dalla Walt Disney Animation Studios. Scopo di questo nuovo studio era quello di produrre film con lo stile classico dell’animazione Disney che, dopo la morte del suo ideatore nel 1966, lo studio non riuscì a riproporre. Gli anni Settanta e i primi anni Ottanta non furono periodi rosei per l’animazione. C’era bisogno di un nuovo vento, e Bluth fu uno dei nuovi rappresentanti che porterà l’animazione alla sua massima popolarità.

Pollicina è basata sulla fiaba Mignolina (1835) dello scrittore Hans Christian Andersen. La trama è molto semplice. Una signora senza marito vorrebbe tanto avere una bambina e viene così accontentata da una strega buona che gli dona un fiore dal quale nascerà Pollicina, una ragazzina più o meno alta come un pollice. Pollicina è molto amata da sua madre e da tutti gli animali della fattoria, ma sogna un giorno di trovare esseri come lei, e soprattutto conoscere il vero amore. In una sera di autunno, il principe delle fate, Cornelius (id.), viene attratto dal dolce canto di Pollicina, così si conoscono e si innamorano a prima vista. Il principe tornerà il giorno dopo per sposarla ma i loro piani vengono smontati dal rapimento di Pollicina.

La felice rondine Jacquimo

Catapultata improvvisamente nel mondo esterno, sola e senza l’aiuto di nessuno, inizia la sua disavventura per ritrovare la sua casa e il principe Cornelius, prima che sopraggiunga l’inverno. Le stagioni si susseguono velocemente una dopo l’altra, anche se vediamo passare dei giorni. Ad alcuni questa caratteristica sembrerà un errore di sceneggiatura, ma non lo è. Pollicina è una fiaba e nella sua logica tutto è simbolico, non ha bisogno di spiegare la realtà, perché il suo compito non è quello. La fiaba parla al mondo interno dell’individuo e possiede quindi i suoi codici. Ogni stagione quindi ha un suo significato: l’inverno è morte, paura, passività, invece la primavera è rinascita, vita, amore.

Le fiabe sono ricche di simbolismi e pure questa. La casa non è altro che il luogo in cui si è al sicuro, allontanati dal mondo esterno in cui si trova invece il mistero, l’ombra, lo sconosciuto. Infatti inizialmente Pollicina vuole uscire dal suo nido sicuro e protettivo in cui non trova risposte – così come molti protagonisti di altri racconti (è il leitmotiv di molte opere Disney e non solo). La narrazione è strutturata proprio come una fiaba tradizionale dove possiamo individuare certe sue caratteristiche.

Durante la ricerca del suo principe, la protagonista dovrà affrontare tre “tipologie d’amore” che non risultano poi quelle autentiche. Il ranocchio Grundel (El Rambito), simbolo dell’amore immaturo e impossibile, che non tiene in considerazione i sentimenti altrui. L’insetto Berkeley Beetle (Porfirio), il desiderio superficiale, che guarda solo l’estetica, vuole utilizzare la bella voce della protagonista per i suoi spettacoli e diventare famoso. Il terzo, Mr. Mole (Talpon), l’amore convenzionale privo dei veri sentimenti.

Pollicina nasce dal fiore

Spesso vediamo la protagonista in preda allo sgomento e alla tristezza perchè non trova più la sua casa. Durante la sua impresa corre in suo aiuto la rondine Jacquimo (Giacomò), l’anima romantica, che la rincuora e le spiega che niente è impossibile se ci si crede dal profondo del cuore. Follow your heart! (Segui il tuo cuore!). Oltre al simpatico uccello viene aiutata da un gruppo di piccoli insetti buoni e carini.

L’inverno arriva. Nel frattempo il principe, cercando l’amata, si congela. Pollicina, saputo della presunta morte di Cornelius e della ferita a un’ala di Giacomò, in preda allo sconforto, accetta di sposarsi con il signor Talpon. Arrivata all’altare rifiuta la sua mano e riesce a fuggire grazie alla rondine. Quest’ultimo porta la piccola nella Valle delle Fate dove ormai tutto è congelato per via dell’inverno. Pollicina non crede che quello sia il posto dove possa trovare le speranze. L’amico la intima a cantare. Lei comincia e piano piano dal ghiaccio rinascono le piante, i fiori, gli alberi, la natura. Infine spunta Cornelius che, sciolto il ghiaccio grazie agli amici insetti, è sopravvissuto. Pollicina scoppia dalla felicità e bacia il principe. E come ci si può aspettare da ogni fiaba vissero per sempre felici e contenti.

La critica non apprezzò il film. L’accusa maggiore fu quella di essere un’imitazione dei classici Disney, ed effettivamente lo è. L’animazione in generale è buona e fluida. Secondo me un po’ titubante la caratterizzazione del volto di Pollicina e di Cornelius (forse la difficoltà di disegnare il volto umano in ogni sua inquadratura). Molti personaggi del film sono stati sviluppati sbrigativamente e presentano personalità poco memorabili. La scena d’amore fra Pollicina e Cornelius assomiglia molto alla famosa scena di Il mondo è mio (A whole new world) di Aladdin (Id., 1991). Il cantante Barry Manilow e William Ross composero la musica. Let me be your wings è fra le migliori canzoni dei film d’animazione. A parte il tema musicale principale Segui il tuo cuore (Follow your heart), il resto del comparto musicale è scadente e banale.

In conclusione, Pollicina è un buon film d’animazione, che riesce ad intrattenere, in particolar modo i più piccoli. Don Bluth e compagnia non riescono ad avere successo. Tre anni dopo nelle sale uscirà la loro migliore opera: Anastasia. Lungometraggio molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica e ultimo film valido della Sullivan Bluth Studios.

SCHEDA TECNICA

  • Titolo originale: Thumbelina
  • Anno: 1994
  • Durata: 86 minuti
  • Paese: Stati Uniti
  • Basato su: Thumbelina by Hans Christian Andersen
  • Produzione: Don Bluth, Gary Goldman, John Pomeroy
  • Casa di produzione: Don Bluth Ireland Ltd.
  • Distribuzione: Warner Bros. Pictures (1994-2002); 20th Century Fox (2002-presente)
  • Regia: Don Bluth, Gary Goldman
  • Sceneggiatura: Don Bluth
  • Musica: Barry Manilow, William Ross
  • Cast: Jodi Benson, Barbara Cook, Carol Channing, Gilbert Gottfried, Charo, John Hurt, Gino Conforti, Gary Imhoff, Joe Lynch
Tutti i personaggi della fiaba

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Pollicina – Segui il tuo cuore

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