Si alza il vento uscì nelle sale nel 2013. Prodotto dallo Studio Ghibli (http://www.ghibli.jp/) e diretto dal celeberrimo regista Hayao Miyazaki. L’opera fa riferimento a una mini-serie manga in due capitoli dello stesso Miyazaki, serializzata nel 2009 sul magazine Model Graphix Hobby. Lo scrittore e poeta Tatsuo Hori scrisse tra l’altro un racconto (1936–37) dal medesimo titolo.

INTRECCIO: Fra sogno e amore

Hayao Miyazaki intende raccontare il Giappone degli anni ‘30 del Novecento, attraverso la vita di Jiro Horikoshi, inventore dell’aereo da caccia Zero, famoso per aver sorvolato le nuvole nell’attacco a Pearl Harbor.

Nel racconto si sovrappongono scene reali e oniriche. Nei sogni di Jiro, il progettista d’aerei italiano Giovanni Battista Caproni è la sua guida mistica che lo accompagna nella sua vita e nelle sue decisioni.

Timido, testardo e contraddittorio, il protagonista tenta di vivere il suo presente e il suo sogno, ovvero quello di costruire aeroplani di buon gusto. Costruire e progettare aerei militari ha un costo elevato per lo Stato nipponico e quindi implica certamente una popolazione più povera e affamata. Inoltre i velivoli che progetta provocano morte e distruzione. Ben consapevole di ciò, anche se contrario alla violenza e alla guerra, è imperterrito a continuare la sua strada e il suo destino.

Nel frattempo Jiro fa conoscenza della dolce e fragile Nahoko, ed entrambi si innamorano fin da subito. Successivamente gli viene assegnato l’arduo compito di progettare il Mitsubishi A5M (prototipo dello Zero), pertanto potrà dedicare poco tempo alla ragazza, che, afflitta da tubercolosi, si reca in un sanatorio sulle montagne. Non riuscendo a stare lontano dall’amato, Nahoko decide di vivere con lui. Sebbene la sua salute non migliori, la coppia passa dei bellissimi momenti.

CONTENUTI: L’arte ed il volo per Miyazaki

Rispetto ai film precedenti, ambientati in mondi fantastici con personaggi ideali, il regista rappresenta la nazione nipponica reale in una situazione difficile e in piena crisi attraverso personaggi credibili, dipinti in maniera realistica. La pellicola è cupa e seria (simile a Princess Mononoke, anch’essa ambientata in un periodo storico ma con la presenza di personaggi fantastici). Lo stesso Miyazaki produce i suoi film a seconda del clima del momento e del suo stato d’animo. Nel 2011 il Giappone ha dovuto fare i conti con il terremoto e maremoto del Tōhoku e la conseguente esplosione della centrale nucleare di Fukushima, questi eventi hanno condizionato Si alza il vento, dove il futuro, per Miyazaki, non è così tanto più roseo.

Il tema del volo è ricorrente in Miyazaki (l’esempio palese è Porco Rosso) e Si alza il vento è la celebrazione alla progettazione e alla tecnica aereonautica. Ricordiamo che il nome dello Studio deriva dagli aeroplani da ricognizione (Caproni Ca.309) dei piloti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, i quali hanno nominato “Ghibli”, un vento caldo proveniente dal Deserto del Sahara. Inoltre il padre di Hayao era co-proprietario di una fabbrica di parti per aerei ed è da ciò che deriva la sua passione. Per il “Dio degli anime” il volo è un qualcosa di magico, è la leggerezza, è il sogno tanto ambito dagli umani, è la liberazione dalla gravità, dalla realtà.

Con Si alza il vento l’autore porta in primo piano un tema inedito e interessante; mediante una domanda che Caproni pone in uno dei tanti sogni di Jiro «Tra un mondo con le piramidi e un mondo senza piramidi, tu quale sceglieresti?». Questo, forse, è l’unico film in cui Miyazaki riesce a esprimere il suo concetto di arte e del rapporto che esiste fra autore e opera. Creare un lungometraggio animato o un aereo è la stessa cosa, nella misura in cui corrispondono all’ambizione di creare qualcosa di bello, come le piramidi. Più che altro interessa approfondire i processi inventivi della mente umana. Affascinanti e poetiche sono le scene dove il protagonista immerge completamente se stesso nel lavoro, trascinato dalla sua compulsiva passione, tanto da estraniarsi dalla realtà e immaginare “l’opera ideale” in un mondo in cui tutto è possibile.

L’arte per Miyazaki è la volontà di dare vita a qualcosa di bello e unico al mondo che sia frutto della propria epoca vissuta. L’autore ci racconta che, talvolta, la realizzazione di un sogno ha una ripercussione sulla realtà.

CONCLUSIONI: Bisogna tentare di vivere

Acclamato dalla critica cinematografica mondiale, venne candidato a moltissimi premi prestigiosi, come l’Oscar al miglior film d’animazione, il Golden Globe per il miglior film straniero. Nel 2014 ai Japan Academy Awards vinse il premio per il miglior film d’animazione e per la migliore colonna sonora.

Si alza il vento è un’opera di grande valore. L’aspetto grafico è sublime e accompagnato da una colonna sonora fantastica, firmata Joe Hisaishi, che segue la produzione da anni. Colori vivaci e animazioni fluide, le storie e i disegni dello Studio Ghibli continuano a portare alto il valore del linguaggio dell’animazione.

GIACOMO GHIRI

SCHEDA TECNICA
  • Titolo originale: 風立ちぬ (Kaze Tachinu)
  • Anno: 2013
  • Durata: 126 minuti
  • Paese: Giappone
  • Basato su: Tatsuo Hori (romanzo Kaze tachinu) e Hayao Miyazaki (manga Kaze tachinu)
  • Produzione: Toshio Suzuki
  • Casa di produzione: Studio Ghibli, Toho
  • Distribuzione: Toho
  • Regia: Hayao Miyazaki
  • Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
  • Musica: Joe Hisaishi
  • Cast: Hideaki Anno, Miori Takimoto, Hidetoshi Nishijima, Masahiko Nishimura, Steve Alpert, Morio Kazama, Keiko Takeshita, Mirai Shida, Jun Kunimura, Shinobu Otake, Nomura Mansai
Locandina di "Si alza il vento"

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Si alza il vento – Bisogna tentare di vivere
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