Max e Pippo al concerto

Nei cinema a metà anni Novanta uscì una delle opere più originali e simpatiche di casa Disney: In Viaggio con Pippo (A Goofy Movie, lett. “Pippo – Il film”). Un lungometraggio interamente dedicato al personaggio di Pippo (Goofy) tratto dalla serie televisiva Ecco Pippo! (Goof Troop, 1992). Tutto questo nacque grazie a uno strano connubio fra la Walt Disney Television Animation (gli studi televisivi – abbr. WDTA) e i Walt Disney Animation Studios (lo studio principale della compagnia – abbr. WDAS). 

Dalla metà degli anni ‘80 la Disney Television aveva cominciato a creare serie come I Wuzzles (Id.), I Gummi: Le Avventure dei Gummi (Disney’s Adventures of Gummi Bears), DuckTales – Avventure di Paperi (DuckTales), Le Nuove Avventure di Winnie the Pooh (The New Adventures of Winnie The Pooh), Cip e Ciop Agenti Speciali (Chip’n’Dale Rescue Rangers), TaleSpin (Id.), Darkwing Duck (Id.) fino ad arrivare a Ecco Pippo!, una serie con lo scopo di dare nuova energia al personaggio carismatico di Pippo e di creare un universo tutto per lui. 

Le puntate sono così incentrate sulle dis-avventure di due famiglie della cittadina di Spoonerville. La prima composta da Pippo – con uno stile che si discosta drasticamente dal sua prima apparizione avvenuta nel 1932 – e da suo figlio Max (Id.) – un mini Pippo rappresentante il ragazzo anni ‘90 equipaggiato di walkman e skateboard. L’altra formata dal padre di famiglia Pietro (Peter) – un Gambadilegno trasformato nello stereotipo statunitense – con la moglie Peg (Id.), il figlio P.J. (Id.) – un baby Pietro, migliore amico di Max – e la figlia Carabina (Pistol).

Il mondo di Ecco Pippo! riscontra diverse similarità con alcune scelte stilistiche realizzate nei primi anni ‘50. In questi cortometraggi Pippo viene raffigurato come padre di famiglia, attraverso l’uomo medio George Geef, con un figlio guastafeste dai capelli rossi, molto probabilmente antenato di Max. Inoltre i personaggi intorno al protagonista sono rappresentati con il suo identico stile, cioè quello di cane antropomorfo. Ecco Pippo! non si concentra solo sul famoso personaggio disneyano ma cerca di dare origine a un mondo che non era mai stato realizzato prima d’ora – simile a quello dell’universo dei paperi dei Duck Tales. Per di più è interessante sottolineare che una larga percentuale di comicità deriva dal netto contrasto fra la personalità del comune undicenne Max con la personalità esuberante ed estroversa del padre. Aspetto sul quale si baserà la trama di In viaggio con Pippo.

Max e Pippo in auto

Oltre alle serie televisive, la Disney decise di investire su lungometraggi derivati proprio da quest’ultime. Il primo film prodotto dalla WDTA uscì nel 1990 e fu Zio Paperone alla Ricerca della Lampada Perduta (DuckTales: The Movie – Treasure of the Lost Lamp), tratto dagli indimenticabili DuckTales. Il secondo film in cantiere avrebbe dovuto invece essere il film di Goof Troop. Come spiega bene Valerio Paccagnella nel suo Disney Compendium: «In quegli anni l’animazione televisiva disneyana veniva realizzata da alcuni studi satellite sparsi per il mondo e da poco acquisiti. Ce n’era uno in Giappone, uno in Australia, uno in Canada, ma il più importante di tutti era senza dubbio quello francese, a Parigi. Si trattava dello studio dei fratelli Brizzi, che prima di essere comprato dalla Disney si occupava di Babar, e che adesso sotto la bandiera della Disney Television si stava distinguendo dalle altre unità per la grande qualità del proprio lavoro. Non stupisce quindi che fu proprio questo studio che venne scelto dalla Disney per realizzare alcuni lungometraggi cinematografici tratti dalle proprie serie televisive».

Purtroppo il primo tentativo da parte della WDTA non ebbe molto successo e la direzione ne rimase scontenta. Così il film su Ecco Pippo! venne affidato direttamente alla Walt Disney Feature Animation (gli odierni WDAS). Durante la preproduzione venne completamente ridiscusso il lavoro del reparto televisivo e vennero cancellati quasi completamente i legami con la serie. Il progetto così comincio a centrarsi esclusivamente su Pippo e la relazione con suo figlio. All’intera pellicola venne donato uno stile fresco mantenendo allo stesso tempo un tono da classico Disney. I personaggi principali vennero reimmaginati per ottenere un racconto adulto, tradizionale e moderno. L’animazione invece rimase di competenza dei reparti televisivi, che fecero un altrettanto ottimo lavoro.

Max e Roxenne

Max è un teenager innamoratissimo di una compagna di liceo, Roxanne, a cui, per la troppa sfiducia in se stesso, non ha ancora espresso i suoi sentimenti. Il peggior timore del ragazzo è che la pubertà lo possa tramutare in una copia del suo goffo e irriverente padre Pippo, così da allontanarlo definitivamente dai suoi coetanei, che già lo ritengono un perdente. Così l’ultimo giorno di scuola Max decide di organizzare un’esibizione su un pezzo musicale di Powerline (il cantante pop più in voga del momento, ispirato a Michael Jackson) per fare colpo su Roxanne. Infine grazie al suo coraggio riesce a ottenere il rispetto dei compagni e il tanto ambito appuntamento con l’amata. Nel frattempo Pippo riceve una telefonata dal preside, il quale, esagerando, lo informa del comportamento da “teppista” del figlio e delle conseguenze che tale condotta potrebbe portare. Temendo per il futuro del figlio, a Pippo viene l’idea di partire per un viaggio con lui, fino al lago in cui andava a pescare da ragazzo insieme a suo padre, rieducando così Max ad abitudini sane e genuine. Tornato a casa, il figlio viene informato da Pippo del viaggio che stanno per intraprendere. Max reagisce molto male e si rifiuta di partire, anche perché il viaggio gli impedirebbe di andare all’appuntamento con Roxanne, ma il padre riesce comunque a trascinarlo in macchina. Il ragazzo, temendo di perderla per sempre, mente a Roxanne dicendo che Powerline e suo padre sono vecchi amici e che ora stanno andando a Los Angeles, al suo concerto, dove salirà sul palco insieme a lui e potrà mandarle un saluto in diretta. Max è entusiasta, ma appena riprende il viaggio capisce di essersi messo nei guai. Da qui parte la grande dis-avventura di padre e figlio.

Pippo e Max a pesca

La pellicola è una chiara panoramica degli Stati Uniti degli anni Novanta con i suoi marcati segni di riconoscimento: le high school, le autostrade, i campeggi, il bigfoot, i parchi di divertimento, il baseball, l’autoscontri, i fast-food, i motel, i canyon e i concerti delle pop star. I caratteri tradizionali e attuali del paese non sono che incarnati perfettamente dai due protagonisti, marcando così i diversi punti di vista di due generazioni. 

La pellicola è abitata da moltissimi personaggi colorati e appariscenti, mostrando così un contesto narrativo ricco e completo. Durante il viaggio Pippo e Max hanno la possibilità di confrontarsi anche con un modello familiare negativo formato dal figlio P.J. e dal padre Pietro, ripescati da Ecco Pippo!. Quest’ultimo è ben consapevole delle necessità di un adolescente ed esercita su suo figlio un atteggiamento autoritario e prepotente. Al contrario, Pippo non ha nessun controllo sulla situazione, fatica ad accettare la crescita di Max, e vuole creare una relazione basata sulla fiducia e sul rispetto.

Per l’intero film, come già accennato, si alternano vari aspetti della cultura americana e la colonna sonora è uno di questi strumenti che compie questa funzione principale. La musica passa con molta nonchalance dal genere pop al country. In aggiunta sono compresi alcuni brani nel più classico stile musical. Il bilancio finale è molto positivo. I componimenti si adattano perfettamente alla parte visiva, riuscendo a creare scene originali, coinvolgenti ed indimenticabili, nel più totale riguardo dei classici Disney. Le canzoni sono: After Today; Stand Out; On the Open Road; Lester’s Possum Park; Nobody Else But You; I2I. A parte qualche lacuna qua e là, dovute ad un budget non troppo alto, l’animazione è ben nitida e pulita, ben superiore alla serie animata. Un character design moderno e ben riuscito. 

Pippo e Max

In viaggio con Pippo ebbe un buon successo al botteghino. Il film fu nominato come “Miglior film d’animazione”, “Miglior scenografia”, “Miglior storyboard”, “Migliore musica” e “Migliore animazione” al 23° Annie Awards. Qualche anno più tardi la Disney Television produsse il “cheapqueldirect to video Estremamente Pippo (An Extremely Goofy Movie, 2000), di valore più basso rispetto all’originale.

Rivolto a tutte le fasce d’età, il tragicomico In viaggio con Pippo, riflette, in modo leggero ma non per questo banale, sul rapporto padre-figlio, tema così attuale e arcaico allo stesso tempo. La pellicola emoziona e coinvolge. In viaggio con Pippo educa ed esorta lo spettatore a un sano e puro legame fra genitore e figlio, dove entrambi possono imparare l’uno dall’altro, un unione fra tradizionale/moderno, vecchio/nuovo, passato/futuro.

In viaggio con Pippo è un autentico piccolo gioiello e un classico mancato Disney.

GIACOMO GHIRI

FONTI

Max e Pippo nella locandina

SCHEDA TECNICA

  • Titolo originale: A Goofy Movie
  • Anno: 1995
  • Durata: 78 minuti
  • Paese: Stati Uniti
  • Basato su: Goof Troop di Robert Taylor and Michael Peraza Jr.
  • Produzione: Dan Rounds
  • Casa di produzione: The Walt Disney Company
  • Distribuzione: Buena Vista Pictures (ora Walt Disney Studios Motion Pictures)
  • Regia: Kevin Lima
  • Sceneggiatura: Jimm Magon, Chris Matheson, Brian Pimental
  • Musica: Carter Burwell
  • Canzoni: Tom Snow & Jack Feldman, Patrick Deremer & Roy Freeland
  • Cast: Jason Marsden, Bill Farmer, Jim Cummings, Kellie Martin, Rob Paulsen, Wallace Shawn, Jenna von Oÿ
In viaggio con Pippo – Il rapporto padre e figlio

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